Si può rifiutare la visita medica di sorveglianza sanitaria?

16 Febbraio, 2023   |  

Tra le varie misure di prevenzione che il datore di lavoro deve adottare a tutela della sicurezza dei propri dipendenti vi è la cosiddetta sorveglianza sanitaria. Si tratta di una visita medica rivolta a verificare lo stato di salute dei lavoratori in relazione all’ambiente, all’attività di lavoro e ai relativi fattori di rischio. Ma si può rifiutare la visita medica di sorveglianza sanitaria? Cosa rischia il dipendente che non accetta di sottoporsi al controllo, magari per paura di essere licenziato perché non più compatibile con la mansione? La questione è stata più volte sottoposta all’attenzione della Cassazione. Ecco cosa ha detto, a riguardo, la Suprema Corte [1].

Obbligo di sorveglianza sanitaria
L’obbligo di sorveglianza sanitaria scatta solo per alcuni lavoratori. In particolare, si tratta di quelli esposti a:

  • agenti fisici quali rumore, ultrasuoni, infrasuoni, vibrazioni meccaniche, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche di origine artificiale, radiazioni ionizzanti, microclima e atmosfere iperbariche;
  • agenti biologici;
  • agenti chimici pericolosi per la salute;
  • amianto.

Inoltre, la sorveglianza sanitaria è prevista per gli addetti a:

  • videoterminali;
  • lavoro notturno;
  • movimentazione manuale dei carichi;
  • apparecchi di sollevamento e alla guida di macchine per movimentazione terra e merci.

Le visite mediche possono essere finalizzate alla verifica di condizioni di dipendenza dall’alcol e di assunzione di droghe (sostanze psicotrope e stupefacenti).

Chi può fare la sorveglianza sanitaria?
La visita medica è a spese del datore di lavoro. A tal fine, egli deve nominare un medico competente, che può avvalersi della collaborazione di medici specialisti da lui scelti in accordo con il datore di lavoro.

Il medico competente può svolgere la sorveglianza sanitaria in qualità di dipendente o collaboratore di una struttura esterna convenzionata con l’imprenditore, libero professionista, oppure dipendente del datore di lavoro.

Il medico addetto alla sorveglianza sanitaria deve possedere uno dei seguenti titoli o requisiti:

  • specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica;
  • docenza in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia e igiene del lavoro o in clinica del lavoro;
  • autorizzazione dell’Assessorato regionale alla Sanità successiva allo svolgimento dell’attività di medico del lavoro per almeno 4 anni.

I medici in possesso dei titoli e dei requisiti precedentemente indicati sono iscritti nell’elenco dei medici competenti, istituito presso il ministero del Lavoro.

In cosa consiste la sorveglianza sanitaria?
La sorveglianza sanitaria consiste in una serie di visite mediche, eventualmente comprensive di esami clinici, biologici e altre indagini diagnostiche, volte a verificare lo stato di salute dei lavoratori e l’idoneità alla mansione specifica cui sono adibiti.

La visita medica può essere eseguita:

  • prima dell’assunzione (in tal caso, non è obbligatoria ma a discrezione del datore di lavoro);
  • in via preventiva, per valutare l’idoneità alla mansione specifica cui è destinato il lavoratore;
  • periodicamente, per controllare lo stato di salute e confermare l’idoneità alla mansione specifica;
  • su richiesta del lavoratore;
  • in occasione del cambio di mansione;
  • in caso di assenza per motivi di salute per oltre 60 giorni continuativi, al momento della ripresa delle attività, onde verificare nuovamente l’idoneità alla mansione;
  • alla cessazione del rapporto di lavoro se si tratta di lavoratori esposti ad agenti chimici pericolosi per la salute o iscritti anche una sola volta nel registro di esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni.

Quando non si può fare la sorveglianza sanitaria?
In alcuni casi, si può rifiutare la visita medica di sorveglianza sanitaria. In particolare, le visite mediche non possono essere effettuate per accertare:

  • l’eventuale stato di gravidanza della donna lavoratrice;
  • l’idoneità o l’infermità per malattia o infortunio di tutti i lavoratori: tali